giovedì 8 ottobre 2015

IL MIO RACCONTO PER RAGAZZI - MISSIONE "PIANETA HYDE"


MISSIONE "PIANETA HYDE"


Il cielo era pieno di stelle...Mai una notte era stata così luminosa! Guardavo quello straordinario spettacolo e dentro di me sentivo l'emozione che si faceva sempre più forte di ora in ora. All'alba la navicella "MIX" sarebbe partita per la missione denominata "PIANETA HYDE", ed io ero fiera di far parte dell'equipe di bordo, personalmente invitata dallo scienziato astronomo Peter Brown, con il compito di tenere un diario, annotando tutto, anche le più piccole novità. Amavo tantissimo l'astronomia e diventare l'aiutante del Prof. Brown era stato per me l'avverarsi di un grande desiderio. La scoperta di quel pianetino, che cambiava così facilmente aspetto (per questo il Prof. lo aveva soprannominato "HYDE") ,passando da una intensa luminosità ad un buoi quasi totale, macchiato qua e là da qualche riflesso azzurro, aveva spinto il Professore ad organizzare questa missione di studio, direttamente sul corpo celeste da lui scoperto. La notte in bianco mi aveva lasciato un pò di stanchezza, ma mi sentivo lo stesso pronta per iniziare questa avventura. A bordo, oltre al Prof  e a me, c'erano anche la Signora Hellen, sua moglie, e il Dr. Ric, entrambi ingegneri spaziali col compito di pilotare l'astronave. Inoltre il Dr. Black, medico amico dei Signori Brown, col compito di occuparsi della salute dell'equipaggio e la Signorina Rose, assistente del Professor Brown, incaricata della distribuzione dei cibi e tuttofare. Tutti eravamo molto emozionati! La partenza si svolse regolarmente e presto ci trovammo nello Spazio, sulla rotta per il pianetino. Visto dalla Terra, lo Spazio è uno spettacolo, ma dal vivo e di persona è qualcosa di indescrivibile! Credo di aver passato più tempo all'oblò della navicella che a scrivere quanto avveniva a bordo, ma il Prof. Brown fu molto comprensivo, limitandosi a richiamarmi dicendo: "Su Valy, al lavoro!". Tutti svolgevano i propri compiti in modo impeccabile, seguendo le istruzioni e le carte preparate dal nostro capo. Solo Rose era molto agitata, forse si era pentita di aver preso parte alla missione. In confidenza mi disse che le era venuta la tremarella: temeva che ci perdessimo nello Spazio, o che degli alieni ci rapissero portandoci chissà dove e facendoci chissà cosa! Ci pensò il Dr. Black  a calmarla con un leggero sedativo, ma la sua agitazione fu contagiosa e presto anch'io cominciai a sentirmi strana, mentre gli altri compagni di viaggio erano tutti tranquillissimi. Tutto passò quando avvistammo il pianetino, ma ad agitarsi ora erano gli altri, soprattutto il Professor Brown, che non vedeva l'ora di atterrare. Indossammo particolari tute create dalla Signora Hellen e dell'Ingegner Ric e quando la navicella si posò su "HYDE" spettò al Prof. poggiarvi sopra per primo il piede. Che spettacolo! La terra giallo-oro brillava e i piccoli crateri presenti erano occupati da un liquido di colore azzurro chiaro, molto limpido, forse acqua. Qua e là una specie di vegetazione dai colori bellissimi indefiniti. Una stella vicina irradiava di luce "HYDE", ma improvvisamente si muoveva, o meglio girava lasciando al buio o quasi quel pianetino. Solo qualche riflesso picchiava sui piccoli crateri che si illuminavano di azzurro ( ecco spiegati gli avvenimenti avvistati sulla Terra). Il Prof. Brown piangeva dalla felicità e tutti noi eravamo felici per lui. "HYDE" era una sua scoperta e lui per primo lo aveva conquistato. Emozionato vi piantò una bandierina con sopra segnati tutti i nostri nomi e con disegnato un cuore, come simbolo di pace e amore. Lasciare quel paradiso fu doloroso, sembrava che qualcuno, nascosto chissà dove, ci pregasse di rimanere, forse per non rivelare a nessuno l'esistenza di quel mondo fantastico. Nel viaggio di ritorno parlavamo di ciò che avevamo visto ed eravamo molto eccitati, compresa io che avevo annotato ogni minimo particolare. Solo il Professore era silenzioso e ci stupì tutti quando, prima di atterrare, ci ordinò di dire che la missione era stata un fallimento, che "HYDE" in realtà era solo un enorme meteorite priva di ogni interesse scientifico. Ci fece giurare di non rivelare nulla di ciò che avevamo visto. Dopo averci strappato il giuramento, mi prese il diario e lo distrusse. Nessuno di noi riusciva a capire quel comportamento, ma le parole che il Prof. pronunciò, scendendo dall'astronave, ci chiarirono ogni cosa:" L'uomo non è pronto per quel paradiso!". Già, chissà quante altre missioni sarebbero partite per "HYDE", chissà che ne sarebbe stato di quel pianetino!...Era giusto così! Tutti noi ai giornalisti dichiarammo la stessa cosa: "MISSIONE FALLITA!". Peccato per il mio diario, lo avevo scritto davvero bene!



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