COMBATTERE IL DOLORE...
In una radura, nel cuore
della foresta tropicale, crepita un rogo. Uomini seminudi stranamente
camuffati si contorcono tutt'attorno, emettendo grida gutturali, in
una frenetica danza al suono cupo e sincopato dei tamburi. A centro
un giaciglio di foglie su cui giace sofferente un uomo. Vicino a lui
lo stregone della tribù, col viso nascosto da una maschera enorme e
mostruosa, compie ieraticamente gesti complicati e incomprensibili.
L'uomo che soffre è invaso dagli spiriti maligni...Quegli uomini
combattono il dolore.
Un
oscuro stanzone dal soffitto a volta, sostenuto con pilastri di
mattoni. Dalle vetrate di una bifora, nel fondo, entra un raggio di
sole che fa risplendere alcuni alambicchi. Lungo le pareti grandi
scaffali colmi di libri; per ogni dove storte, crogioli, palloni,
mortai, vasi con erbe in macerazione. L'atmosfera è greve. Un uomo
sorveglia attentamente un liquido verdastro che distilla, ed ogni
tanto si volge a consultare un volume posato su un leggio. Egli
indaga, studia, cerca un rimedio...: un rimedio per combattere il
dolore.
COMBATTERE
IL DOLORE, VINCERLO: una delle eterne aspirazioni dell'uomo! Secoli e
millenni però sono passati prima che la scienza risolvesse
razionalmente il problema..o forse no...
Non si
può impedire che l'essere vivente muoia, ma è già un valore
inestimabile il poter sopprimere il dolore fisico ed alleviare le
sofferenze morali.
Mi
viene da pensare quanto è duro il lavoro del medico, a continuo
contatto con le sofferenze umane e mi spiego il perché molti medici
siano anche poeti, scrittori e artisti. Animi aperti al culto del
bello ed alle manifestazioni di esso in ogni forma d'arte. Infatti
Ippocrate (il cui giuramento è d'obbligo per i laureandi di
medicina) in un giorno lontano dettò la formula del giuramento:
ebbe la visione esatta di ciò che si doveva esigere da coloro che si
assumevano la missione di curare, guarire, salvare degli essere
umani, ed il fondamento etico del suo insegnamento può sintetizzarsi
nelle sublimi parole “considererò santa la mia vita e la mia
arte”.

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