domenica 25 ottobre 2015

Combattere il dolore...


COMBATTERE IL DOLORE...

In una radura, nel cuore della foresta tropicale, crepita un rogo. Uomini seminudi stranamente camuffati si contorcono tutt'attorno, emettendo grida gutturali, in una frenetica danza al suono cupo e sincopato dei tamburi. A centro un giaciglio di foglie su cui giace sofferente un uomo. Vicino a lui lo stregone della tribù, col viso nascosto da una maschera enorme e mostruosa, compie ieraticamente gesti complicati e incomprensibili. L'uomo che soffre è invaso dagli spiriti maligni...Quegli uomini combattono il dolore.

Un oscuro stanzone dal soffitto a volta, sostenuto con pilastri di mattoni. Dalle vetrate di una bifora, nel fondo, entra un raggio di sole che fa risplendere alcuni alambicchi. Lungo le pareti grandi scaffali colmi di libri; per ogni dove storte, crogioli, palloni, mortai, vasi con erbe in macerazione. L'atmosfera è greve. Un uomo sorveglia attentamente un liquido verdastro che distilla, ed ogni tanto si volge a consultare un volume posato su un leggio. Egli indaga, studia, cerca un rimedio...: un rimedio per combattere il dolore.


COMBATTERE IL DOLORE, VINCERLO: una delle eterne aspirazioni dell'uomo! Secoli e millenni però sono passati prima che la scienza risolvesse razionalmente il problema..o forse no...

Non si può impedire che l'essere vivente muoia, ma è già un valore inestimabile il poter sopprimere il dolore fisico ed alleviare le sofferenze morali.


Mi viene da pensare quanto è duro il lavoro del medico, a continuo contatto con le sofferenze umane e mi spiego il perché molti medici siano anche poeti, scrittori e artisti. Animi aperti al culto del bello ed alle manifestazioni di esso in ogni forma d'arte. Infatti Ippocrate (il cui giuramento è d'obbligo per i laureandi di medicina) in un giorno lontano dettò la formula del giuramento: ebbe la visione esatta di ciò che si doveva esigere da coloro che si assumevano la missione di curare, guarire, salvare degli essere umani, ed il fondamento etico del suo insegnamento può sintetizzarsi nelle sublimi parole “considererò santa la mia vita e la mia arte”. 



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