sabato 10 ottobre 2015

continuazione "Paperella n°13" fine prima parte...

Consuelo venne a chiamarmi, tutta agitata: “ E' il Signor Armando Gonzaga” . Pronunciò quel nome con un certo timore. Notai che Ines era particolarmente nervosa. Mi alzai da tavola ed andai incuriosita all'ingresso, ad attendermi un signore molto distinto ed elegante, sulla settantina. Si presentò baciandomi la mano e, dopo aver rinnovato le sue condoglianze, mi porse un magnifico mazzo di fiori, scusandosi per la visita mattiniera senza preavviso. Lo ringraziai facendolo accomodare nel salotto. Quell'uomo dai modi raffinati e dal portamento nobile era il proprietario del fondo confinante col mio, una tenuta vasta e produttiva. “Signora”cominciò “ So che il caro Ramon le ha lasciato un vuoto affettivo incolmabile ed immagino anche tante incombenze legate alla gestione di una proprietà di tali dimensioni. Io sono qui per farle una proposta: vorrei comprare la sua terra e questa casa...mi perdoni...capisco che è passato poco tempo dalla grave perdita del caro Ramon, ma sono un uomo d'affari, pratico, che subito al sodo, per cui le offro questa cifra che ritengo adeguata ad una proprietà così prestigiosa!”. Sapevo che valeva molto ma mai avrei immaginato così tanto! “ Non deve rispondermi adesso” continuò “ ci pensi e quando avrà preso la sua decisione me la comunichi” Detto ciò si alzò e nel congedarsi mi baciò nuovamente la mano. Si allontanò su una bella macchina con autista, e solo allora Ines e Antonio sbucarono fuori dalla cucina, guardandomi curiosi. “Lo conoscete?” domandai “Sì Maria!” rispose Antonio “E' il nostro confinante, un padrone non certo amato come il povero Ramon, è duro con i suoi lavoranti e negli affari non guarda in faccia nessuno. Il nostro padrone lo rispettava ma lo teneva a debita distanza”. E Ines aggiunse: “ Sotto quel bel vestito e quei bei modi c'è un uomo che non mi piace, non ti fare incantare, Maria, qualsiasi cosa voglia da te!” “ Vuole la proprietà” dissi secca “ Madre de Dios!” esclamò Ines lasciandosi cadere sulla poltroncina dell'ingresso, mentre Antonio strabuzzava gli occhi asciugandosi la fronte col fazzoletto. La loro reazione la diceva lunga, erano terrorizzati al pensiero di finire sotto quell'uomo e il timore si propagò a tutti i miei lavoratori non appena si sparse la voce della proposta di Gonzaga. L'offerta era davvero allettante: il futuro per i miei figli assicurato ed una vita senza più problemi per me. Forse andarmene via, magari tornare in Italia a casa mia mi avrebbe aiutato a ricominciare a vivere. Ma Ramon? Ramon rimaneva qui. Lui amava questa terra e se chiudevo gli occhi mi sembrava di rivederlo cavalcare libero e felice. Vendendo la tenuta vendevo anche il suo ricordo, ciò per cui aveva lavorato tanto e che voleva lasciare ai suoi figli. E poi...”Casa Esmeralda” , con la sua storia, le persone che vi vivevano e lavoravano, potevo vendere tutto questo? No...a nessun prezzo. Questa era casa mia e dei miei figli...non avrei lasciato Ramon e tutto ciò che amava. Con l'aiuto di tutti quelli che mi volevano bene e la sua protezione avrei superato ogni difficoltà. Comunicai la mia decisione al signor Armando, che tentò di convincermi alzando l'offerta, ma ormai non c'era cifra capace di farmi tornare sui miei passi. Quando si sparse la voce (grazie a Ines e Antonio) che la tenuta rimaneva dei Martinez, tutti coloro che vi lavoravano vennero a “Casa Esmeralda” per esprimermi gioia e gratitudine ed anche per offrire la propria collaborazione per la sua gestione. Una felicità contagiosa, per la prima volta dopo la morte di Ramon, mi sentii serena. La vita piano piano ricominciò e dopo le prime difficoltà imparai a gestire gli affari. Ramon era sempre accanto a me e presto mi resi conto che prima di morire mi aveva lasciato un regalo...un regalo d'amore. L'ultima notte di passione trascorsa insieme, quella che mi ricordò con un sussurro mentre mi baciava, prima di lasciarmi per sempre, diede il suo magico frutto. Mi accorsi di essere incinta e fu una gioia immensa. Quel dono d'amore si chiama Ramona ed è una bimba bruna, ricciolina, vivace e bellissima...come il suo papà, un papà adorabile ed un uomo meraviglioso che il destino mi concesse di incontrare in un indimenticabile giorno al Luna Park.

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