Consuelo venne a chiamarmi, tutta agitata: “ E' il
Signor Armando Gonzaga” . Pronunciò quel nome con un certo timore.
Notai che Ines era particolarmente nervosa. Mi alzai da tavola ed
andai incuriosita all'ingresso, ad attendermi un signore molto
distinto ed elegante, sulla settantina. Si presentò baciandomi la
mano e, dopo aver rinnovato le sue condoglianze, mi porse un
magnifico mazzo di fiori, scusandosi per la visita mattiniera senza
preavviso. Lo ringraziai facendolo accomodare nel salotto. Quell'uomo
dai modi raffinati e dal portamento nobile era il proprietario del
fondo confinante col mio, una tenuta vasta e produttiva.
“Signora”cominciò “ So che il caro Ramon le ha lasciato un
vuoto affettivo incolmabile ed immagino anche tante incombenze legate
alla gestione di una proprietà di tali dimensioni. Io sono qui per
farle una proposta: vorrei comprare la sua terra e questa casa...mi
perdoni...capisco che è passato poco tempo dalla grave perdita del
caro Ramon, ma sono un uomo d'affari, pratico, che subito al sodo,
per cui le offro questa cifra che ritengo adeguata ad una proprietà
così prestigiosa!”. Sapevo che valeva molto ma mai avrei
immaginato così tanto! “ Non deve rispondermi adesso” continuò
“ ci pensi e quando avrà preso la sua decisione me la comunichi”
Detto ciò si alzò e nel congedarsi mi baciò nuovamente la mano. Si
allontanò su una bella macchina con autista, e solo allora Ines e
Antonio sbucarono fuori dalla cucina, guardandomi curiosi. “Lo
conoscete?” domandai “Sì Maria!” rispose Antonio “E' il
nostro confinante, un padrone non certo amato come il povero Ramon, è
duro con i suoi lavoranti e negli affari non guarda in faccia
nessuno. Il nostro padrone lo rispettava ma lo teneva a debita
distanza”. E Ines aggiunse: “ Sotto quel bel vestito e quei bei
modi c'è un uomo che non mi piace, non ti fare incantare, Maria,
qualsiasi cosa voglia da te!” “ Vuole la proprietà” dissi
secca “ Madre de Dios!” esclamò Ines lasciandosi cadere sulla
poltroncina dell'ingresso, mentre Antonio strabuzzava gli occhi
asciugandosi la fronte col fazzoletto. La loro reazione la diceva
lunga, erano terrorizzati al pensiero di finire sotto quell'uomo e il
timore si propagò a tutti i miei lavoratori non appena si sparse la
voce della proposta di Gonzaga. L'offerta era davvero allettante: il
futuro per i miei figli assicurato ed una vita senza più problemi
per me. Forse andarmene via, magari tornare in Italia a casa mia mi
avrebbe aiutato a ricominciare a vivere. Ma Ramon? Ramon rimaneva
qui. Lui amava questa terra e se chiudevo gli occhi mi sembrava di
rivederlo cavalcare libero e felice. Vendendo la tenuta vendevo anche
il suo ricordo, ciò per cui aveva lavorato tanto e che voleva
lasciare ai suoi figli. E poi...”Casa Esmeralda” , con la sua
storia, le persone che vi vivevano e lavoravano, potevo vendere tutto
questo? No...a nessun prezzo. Questa era casa mia e dei miei
figli...non avrei lasciato Ramon e tutto ciò che amava. Con l'aiuto
di tutti quelli che mi volevano bene e la sua protezione avrei
superato ogni difficoltà. Comunicai la mia decisione al signor
Armando, che tentò di convincermi alzando l'offerta, ma ormai non
c'era cifra capace di farmi tornare sui miei passi. Quando si sparse
la voce (grazie a Ines e Antonio) che la tenuta rimaneva dei
Martinez, tutti coloro che vi lavoravano vennero a “Casa Esmeralda”
per esprimermi gioia e gratitudine ed anche per offrire la propria
collaborazione per la sua gestione. Una felicità contagiosa, per la
prima volta dopo la morte di Ramon, mi sentii serena. La vita piano
piano ricominciò e dopo le prime difficoltà imparai a gestire gli
affari. Ramon era sempre accanto a me e presto mi resi conto che
prima di morire mi aveva lasciato un regalo...un regalo d'amore.
L'ultima notte di passione trascorsa insieme, quella che mi ricordò
con un sussurro mentre mi baciava, prima di lasciarmi per sempre,
diede il suo magico frutto. Mi accorsi di essere incinta e fu una
gioia immensa. Quel dono d'amore si chiama Ramona ed è una bimba
bruna, ricciolina, vivace e bellissima...come il suo papà, un papà
adorabile ed un uomo meraviglioso che il destino mi concesse di
incontrare in un indimenticabile giorno al Luna Park.
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